PER UNA SPELEOLOGIA APERTA, PIU’ LIBERA E RESPONSABILE

“Manifesto” ideale e programmatico per la fondazione di una nuova realtà associativa di studio e ricerca delle cavità artificiali denominata “Esplorazioni Speleologiche Cavità Artificiali – Padova Sotterranea” (ESCA – Pd Sotterranea)

Padova, col suo sottosuolo, le sue cinte murarie e il suo territorio, presenta un vasto repertorio di ambienti ipogei creati dall’uomo verso cui si è indirizzata a più riprese, a partire dagli anni ’70 del Novecento, l’attenzione e l’interesse degli speleologi locali attivi sia all’interno del Club Alpino Italiano (CAI) che della Società Speleologica Italiana (SSI).

La conformazione fisica e geologica di tale contesto e le vicissitudini storiche, sociali e umane, spesso drammatiche, che lo hanno attraversato nei secoli, hanno segnato e determinato l’identità e la peculiarità morfologica del sottosuolo urbano ed extra-urbano, la sua importanza come archivio diffuso e prezioso del passato, la sua fragilità e destino. Gli ipogei antropici rappresentano spesso realizzazioni umane del passato lontano e recente che sopravvivono miracolosamente alle distruzioni e alle obliterazioni della società e del tempo. Come le grotte naturali, esse racchiudono e conservano talvolta elementi importanti e dimenticati della storia ambientale e della vita delle società, delle famiglie, delle comunità e delle classi sociali, dei dominatori e dei sottomessi, dei loro legami, dipendenze, vincoli; dei loro bisogni e sofferenze, attitudini, consuetudini e tradizioni. Testimoniano eventi drammatici e stili di vita; capacità adattative e costruttive ormai perdute, abilità tecnologica e fatica manuale, coraggio e volontà di sopravvivenza. Parlano di come l’ambiente sia stato nei secoli piegato alle esigenze dell’uomo per poi riprendersi ogni spazio con inesorabili processi naturali. Essi sono diventati nel tempo persino degli “habitat” naturali contenenti interi sistemi ecologici in stretto rapporto con la società umana sia nella città che fuori di essa, sulle montagne e in campagna. 

Lo studio, l’osservazione e la documentazione di tutto ciò che attiene a questo “mondo” sotterraneo non naturale sono diventati sempre più diffusi e, al tempo stesso, più complessi e impegnativi, sotto molti aspetti e condizioni, tali da determinare una netta distinzione delle modalità operative, gestionali e di finalità nella pratica delle due forme di “speleologia”. Elenchiamo alcuni, di questi aspetti, parte di una lunga serie: le caratteristiche “temporali” delle cavità antropiche che rientrano e si misurano nella scala breve dei tempi dell’Uomo e della sua storia e non di quelle ultra-millenarie della Natura; l’estrema differenziazione morfologica e tipologica delle C. A. in ragione del molteplice e articolato rapporto funzionale per cui sono concepite e utilizzate nei secoli dalle società umane; la loro costante, e spesso drammaticamente traumatica, suscettibilità e dipendenza dall’impatto antropico del mondo esterno oltre che della natura, tali da incidere sul loro mantenimento, degrado e destino in tempi molto più rapidi rispetto alle grotte; l’impatto che esse stesse esercitano, per contro, in molte parti del mondo e del nostro territorio (persino nella nostra stessa città) sull’economia, sui processi di sviluppo e pianificazione urbanistica; sulla tutela e conservazione che tali manufatti impongono, “politicamente” e culturalmente, in quanto depositi di testimonianze storiche preziose e identitarie, spesso uniche; sulla stessa sicurezza del mondo “di sopra” che vive e opera, ecc. Condizioni che rendono sempre di più irrinunciabile e necessaria una maggiore conoscenza di questa “dimensione” dello spazio umano, con tutte le difficoltà che si antepongono a questo scopo (di pericolosità intrinseca dei luoghi - statica, atmosferica, idraulica, ecc. - e di osservanza di strette norme di sicurezza relativamente agli spazi confinati e alle operazioni in altezza; di accesso e frequentazione dei siti nel rispetto delle proprietà private e pubbliche e delle norme di tutela  dei beni storici; di costante preparazione tecnica degli speleologi e di continuo approntamento di costose, ma necessarie, dotazioni tecniche e strumentali).

Una Speleologia che tenda alla soluzione di queste esigenze, nel miglior modo possibile e in tempi ragionevoli è lo scopo del nostro intento. 

Vogliamo intraprendere un cammino che affianchi alla passione e alla curiosità degli “speleologi dei luoghi umani” la possibilità di esprimersi e realizzarsi al meglio, facendo tesoro delle conoscenze indispensabili ricevute dalla speleologia tradizionale e riversandole in una nuova prospettiva d’azione ad ampio raggio, dove volontà, interesse ed emozione per la ricerca e per la scoperta siano guidati dalla responsabilità di ciascuno, dalla preparazione di ciascuno, dalla dedizione di ciascuno per la condivisione, l’insegnamento e l’apprendimento di ogni cosa; per la diffusione e la divulgazione del sapere a tutti, dentro e fuori la nostra piccola “società”.

Una piccola società impostata sulla Volontarietà, e non sulla Obbligatorietà nel conseguimento degli obiettivi, dove prevalga sempre, su tutto, la Valorizzazione Umana (e non solo dei risultati) e la solidarietà che ci rende esseri unici. 

Una piccola società che sia inclusiva, aperta alla società civile, ai rapporti con il mondo speleologico e non, senza preclusioni se non quello della sincerità e della franchezza. Che punti all’arricchimento culturale, senza barriere o confini. 

Una piccola società che aspiri a diventare sempre più APERTA, LIBERA E RESPONSABILE

Padova 28/01/2022